Il Museo del mare di Pirano: breve itinerario guidato attraverso un’appassionata conservazione di tradizioni marittime

di Martina Gamboz

 

Il Museo del mare di Pirano ha sede in un piccolo gioiello neoclassico: il Palazzo della Rotonda adiacente il mandracchio piranese. I piu' vecchi piranesi ricordano il nome della famiglia che vi abitava, ma per la maggior parte della popolazione, e' il Museo, luogo depositario della memoria delle genti di mare, dei saperi di antichi mestieri, delle pratiche economiche, che hanno fatto di Pirano uno degli interlocutori privilegiati della Serenissima ed di altre culture dell’Adriatico.

L’ingresso al Museo testimonia i segni della sua evoluzione, nato come Museo civico nel 1955 con gli anni si e' delineata la sua vocazione, il suo legame con il territorio e con il mare. Gli oggetti museali in mostra, che negli anni i curatori hanno raccolto, evidenziato e restaurato, rappresentano solamente la cima emersa di un patrimonio ben piu' ampio che attende la sua giusta collocazione espositiva. La visita del Palazzo Gabrielli comincia con una sala per le esposizioni temporanee, che quest’anno ospita una mostra sulla cantieristica navale, considerata una delle attivita' artigianali fondamentali della nostra regione e materia di indagine privilegiata del nostro museo. A partire dalle vicende personali del maestro d’ascia Davide Filipas, la mostra percorre le tappe di una vita dedicata alla trasmissione dei saperi del patrimonio marittimo immateriale e materiale.

L’anno scorso questa stessa sala ha ospitato la mostra dedicata al transatlantico genovese affondato tra Isola d’Istria e Capodistria rappresenta un elemento simbolico d’identificazione collettiva per la popolazione locale. Il Rex bombardato nell’immediato dopoguerra ha rappresentato, lontano dai fasti della conquista del nastro azzurro, una risorsa materiale. Nel periodo di recessione economica dovuta al conflitto bellico la raccolta dei resti metallici sotto costa ha coinvolto sia i bambini sia gli adulti, fino ad essere organizzata con una gru-pontone addetta alla demolizione di quest’enorme nave che per alcuni anni si e' inserita nel panorama costiero. Il punto di indagine privilegiato della mostra e' dettato proprio da quest’aspetto antropologico. La mostra vuole essere un primo passo che saggia l’interesse dell’opinione pubblica, l’occasione per pianificare un periodo di studio piu' lungo ed approfondito.

Il percorso attraverso il Museo di Pirano procede con la sala archeologica che presenta l’atmosfera dei fondali marini, ricreandone in parte la magia. Anfore, ancore romane, chiodi, tegole, sono reperti molto comuni nell’alto Adriatico, ma la sala mira a catturare soprattutto l’interesse dei giovani visitatori che grazie ai percorsi didattici hanno modo di immaginare grandi traffici e sontuose ville presenti in loco nel periodo antico. Le collezioni al primo e secondo piano del palazzo vantano la presenza un’ampia serie di reperti disposti seguendo l’evoluzione diacronica, tra cui spiccano quadri di tematica marinista e modelli navali ottocenteschi di pregevole fattura. Realizzati a Lubiana dal capofila della Scuola tecnica e nautica Gabriel Gruber testimoniano l’interesse accademico che ha sempre accompagnato l’attivita' marittima. Tra i reperti custoditi dal Museo e' importante ricordare l’unico esemplare completo dell’atlante De summa totius orbis di Pietro Coppo, valente cartografo, nato a Venezia nel 1469. Le collezioni permanenti illustrano inoltre la storia della pesca e la complessa storia della marineria dalle origini al secondo dopoguerra. Il percorso del Museo del Mare non si conclude con la visita alla sede centrale piranese, ma prosegue nell’entroterra, con altri tre sedi museali adibite alla conservazione e presentazione del patrimonio culturale delle popolazioni costiere.

Al visitatore proponiamo nna sosta doverosa alle Saline di Sicciole, carta d’identita' della regione nonché patrimonio culturale di valore inestimabile. L’attivita' del Museo si concentra nella zona non produttiva di Fontanigge, 360 ettari di saline, dove la paziente opera dell’uomo si e' intrecciata con la favorevole geografia costiera, dando vita a campi di sale che per secoli hanno garantito prosperita' ai cittadini di Pirano e alle popolazioni contigue. Il Museo del Mare gestisce con serieta' e impegno una piccola parte del territorio di Fontanigge, dove si trova il Museo delle Saline - Monumento nazionale di prima categoria e fiore all’occhiello dell’attivita' museologica dell’Alto Adriatico, che nel 2003 e' stata insignita del prestigioso premio Europa Nostra Award.

Alle Saline il visitatore viene accolto da giovani collaboratori all’ingresso, ha modo di passeggiare per tre chilometri lungo l’argine che porta al Museo, godere di un paesaggio unico al mondo, che riserva in questi mesi la sorpresa della raccolta del sale e viene guidato dai curatori piranesi attraverso due sedi espositive. Proseguendo lungo il canale Giassi raggiunge il molo e con esso lo sbocco al mare ricongiungendosi cosi' con l’elemento, che guida tutto il lavoro del Museo a cui tutti gli sforzi sono rivolti: il mare, origine secolare di un articolato rapporto con la popolazione locale nonche' fonte di grandi possibilita' di sussistenza e origine di pregevoli mestieri con esso corredati e da esso nati, base di un patrimonio immateriale ancora da indagare e tutto da preservare.

Ultima tappa di questo percorso e' la Casa di Tona a San Pietro dell'Amata, una tipica residenza rurale degli abitanti dell'entroterra piranese. Costituisce un monumento etnografico di prim'ordine. Il suo restauro, infatti, ha mantenuto tutte le peculiarita' architettoniche della casa, in cui l'impianto per la produzione dell'olio al piano terra e la stanza al primo piano, documentano il modo di vita della popolazione contadina dell'Istria nei tempi passati.

Il Museo del mare di Pirano non e' costituito solamente dalle sue collezioni museologiche, ma dall’insieme di valori e saperi che tutela e promuove. Un ente pubblico che ricerca costantemente dialogo con la popolazione locale per testimoniare assieme ad essa le tradizioni materiali ed immateriali di un popolo di mare.



giugno 2010